ALLERGIA NICHEL
Il nichel è considerato l’agente allergizzante maggiormente responsabile delle Dermatiti Allergiche da Contatto di tipo professionale (metalmeccanici, parrucchieri, odontotecnici, cassieri, sarti, lavoratori del calzaturiero, ecc) o extra professionale.
Si tratta di una patologia che colpisce soprattutto giovani donne con una frequenza del 10% e che può interessare sedi cutanee diverse.
Molti, infatti, sono gli oggetti di uso comune che contengono nichel: accessori metallici dell’abbigliamento, montature metalliche degli occhiali, bigiotteria, monete, chiavi, stoviglie, cosmetici, ecc.
D’altro canto, le sedi cutanee maggiormente interessate dalla Dermatite da contatto hanno subito delle modificazioni nel corso degli anni di pari passo coi mutamenti avvenuti nel “costume”.
Negli anni ’30 la zona più colpita era il terzo superiore della coscia, in relazione all’uso del reggicalze.
Negli anni ’70 i bottoni dei blue-jeans erano responsabili del 40% delle dermatiti nelle giovani donne, con tipica localizzazione nella regione inferiore dell’addome.
Successivamente, col diffondersi della moda di forare i lobi delle orecchie, i casi di dermatite da contatto da nichel sono aumentati. Oltre alle dermatiti in sedi tipiche, sono stati descritti episodi di edema delle palpebre in seguito all’uso di eye-liner e di soluzioni per la pulizia delle lenti a contatto, e dermatiti delle dita delle mani in musicisti che utilizzano strumenti a corda. L’ipersensibilità al nichel può essere, inoltre, la causa del rigetto di protesi valvolari cardiache, di dispositivi intrauterini e di apparati ortopedici (placche, viti ed artroprotesi).
Ma il nichel può anche essere responsabile di sintomi respiratori e/o di manifestazioni sistemiche, come orticarie con prurito generalizzato, angioedemi, eritemi diffusi e disturbi focali anche particolarmente significativi a carico dell’apparato gastroenterico (gastriti e coliti croniche).
Questo perché il Nichel è metallo ubiquitario, contenuto, oltreché in numerosi oggetti, anche in diversi cibi che fanno parte della nostra dieta quotidiana.
Il nichel è un metallo presente in molti oggetti di uso comune e per questo è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana. Viene ceduto in minima quantità dalle leghe metalliche, ma risulta poco tossico in quanto scarsamente assorbito dall'organismo.
Tuttavia può essere talvolta responsabile di alcune patologie, prevalentemente da contatto. Inoltre può essere presente come contaminante nelle acque di acquedotto e benché questa contaminazione sia pressoché irrilevante da un punto di vista tossicologico, può però arrecare qualche disturbo alle persone particolarmente sensibili alla sostanza.
La restrizione del contatto con gli oggetti che contengono nichel va effettuata su richiesta specifica del medico, e solo in determinati casi di allergia da contatto vera, non necessariamente in tutte le forme legate a reazione ad alimenti.
Per quanto riguarda il possibile contatto diretto con il solfato di nichel, gli oggetti e le sostanze che lo possono contenere e che quindi rappresentano un rischio sono le seguenti:
• Oggetti di metallo e leghe: bigiotteria, occhiali, orologi, bottoni metallici, chiusure lampo, fermagli di biancheria intima, chiavi, accendini, targhette di identificazione, manici di ombrelli, maniglie delle porte, monete (gli euro ne contengono più delle lire, ma molto meno che una comune brioche), oggetti cromati...
• Utensili di uso domestico e professionale: utensili da cucina, lavelli metallici, aghi, forbici, ditali, fermacarte, sedie di metallo, aghi per elettro depilazione, agopuntura, mesoterapia...
• Detersivi, molti cosmetici e tinture per capelli
• Oro bianco, argento e amalgama: per esempio alcune sostanze usate per lavori odontoiatrici.
• Inchiostri e liquidi per fotocopiatrici
• Colori per vetro e ceramiche, coloranti per cuoio e pelli: quindi anche i capi colorati in pelle o cuoio, le stoviglie di terracotta e di porcellana.
• Coloranti per tessuti e carta da parati, tinture per capelli: anche i liquidi per le permanenti, pur non contenendo nichel, possono provocarne il rilascio da oggetti metallici quali fermagli e bigodini.
• Protesi: comprese in alcuni casi le protesi dentali, oltre a quelle ortopediche e alle valvole cardiache. Sono possibili sensibilizzazioni al nichel dovute alla lavorazione di batterie alcaline, di oggetti di ottone e zinco lucidati in nero, ceramiche, materiale elettrico, smalto (verde: ossido di nichel), additivi per carburanti, insetticidi, reagenti e catalizzatori per materiale plastico, leghe e rivestimenti di nichel, nuclei magnetici, indurenti dei grassi, placcature mediante bagno galvanico o con ottone. Le soluzioni industriali contenenti nichel penetrano i comuni guanti di gomma ed è quindi consigliato l'uso di guanti pesanti di vinile da lavoro.
ALIMENTI
La possibilità che i sali di nichel siano introdotti con l'alimentazione è un problema rilevante. Recenti lavori scientifici hanno evidenziato con precisione che la sintomatologia tipica dell'allergia al solfato di nichel, ritenuta prima solo da contatto, è dovuta in realtà anche all'introduzione alimentare di sostanze che lo contengano.
Alimenti proibiti:
Cibi in scatola, aringhe, ostriche, fagioli, asparagi, cipolle, spinaci, pomodori, piselli, funghi, granturco, farina di grano intero, pere sia fresche che cotte, rabarbaro, the, cacao, cioccolato, lievito in polvere, noccioline.
• Spinaci, funghi, kiwi, cacao, pomodoro, pera, asparagi, rabarbaro
• Uva passa, prugne (segnalazione clinica ripetuta, Dott. Alberto Bollo, centro DRIA, Genova)
• Avena(risulta uno dei cereali che ne contiene in misura maggiore)
• Lenticchie: sono le leguminose con il massimo contenuto di nichel. I fagioli e i piselli (in ordine decrescente) ne contengono meno. Di solito non togliamo questi ultimi dalla dieta a meno che non siano segnalate reazioni individuali.
• Mais, cipolla: per cipolla e mais, è da escludere l'uso abbondante, mentre la quantità di cipolla necessaria per un soffritto, i pochi chicchi di mais che possono dar colore a un'insalata o una manciata di cornflakes di tanto in tanto nel latte della prima colazione sono ammessi dalla dieta. Una polenta, una zuppa di cipolle, mezzo sacchetto di cornflakes o di pop corn vanno ovviamente considerati come ‘uso abbondante’ di questi alimenti.
• Aringhe, ostriche, cibi in scatola
• Margarine e grassi vegetali (idrogenati o non): alla loro preparazione concorrono diversi oli, e molto spesso quelli di mais, di soia e di arachide. Vengono usati a livello industriale soprattutto come ‘amalgamanti’, e la loro presenza nell'alimentazione comune è veramente ragguardevole.
Alimenti di cui è consentito un consumo limitato:
Formaggi fermentati, bevande fermentate, crauti, insaccati, di maiale, e di bue, fegato di maiale, tonno, bottarga ed alici in scatola, carni, pesce surgelato e fresco, crostacei e frutti di mare.
Alimenti permessi:
Pollame o qualsiasi tipo di carne, pesce (ad esclusione delle aringhe), uova, latte, burro, margarina, formaggi, una patata (grandezza media) al dì. Sono permesse piccole quantità di: cavolfiore, cavolo, lattuga, carote, riso raffinato, farina (non di grano tenero), marmellata, vino, birra, caffè, frutta fresca (escluse le pere), Farro e Kamut.
• Esempi comuni di prodotti che ne contengono e vanno quindi eliminati o ruotati nella dieta sono tutti i prodotti in sacchetto (cracker, biscotti, grissini, patatine fritte, arachidi e noccioline tostate), i pani speciali (come quelli conditi, all'olio, numerosi pani integrali, le fette da toast, le focacce, i crostini), cioccolato, gelati, caramelle, tutta la pasticceria e la biscotteria industriale (merendine, biscotti, brioche, pasticcini e tutti gli snack), i dadi da brodo (anche quelli solo vegetali), alcune marmellate, il fast food, i cibi fritti, la frutta secca e i semi oleosi.
Note
• Per quanto riguarda l'eventuale presenza di solfato di nichel nell'acqua di acquedotto per uso alimentare, le indicazioni sulla sua eventuale restrizione (rarissima e limitata a casi di estrema gravità), che comporta l'uso di acqua minerale anche per la preparazione e la cottura di cibi, dovranno essere seguite solo su specifica indicazione del medico.
• In alcuni casi, quando la sensibilità al nichel è molto elevata, potrebbe essere richiesta dal medico un'assunzione controllata anche di: farina di frumento, lievito, tè, eventualmente riso integrale e frutta secca.
Gli utensili di metallo possono essere sostituiti con oggetti analoghi in plastica, vetro o acciaio inox. Anche le pentole smaltate e quelle di teflon possono essere usate liberamente (peraltro vale la pena di ricordare che la reattività alimentare ‘alla brioche’ è più intensa in genere rispetto a quella legata agli utensili di metallo).
Riguardo alla dieta, una buona alternativa ai prodotti industriali sono i cibi preparati in casa. Inoltre si darà la preferenza al pane comune. Al posto del dado da brodo, si può fare un maggiore uso di erbe aromatiche per insaporire le pietanze o di vero brodo di pollo o di carne.
Fra gli alimenti di origine animale il maggior contenente di Nichel è l’uovo di gallina 0,3 mg/kg.
Il nichel, inoltre, è presente nelle scatole metalliche contenenti alimenti i quali vengono, così, contaminati.
E’ da tener presente, infine, che il metallo si può liberare, durante i processi di cottura, dai recipienti metallici utilizzati, soprattutto in presenza di sostanze acide (per es: l’acido ossalico contenuto nei pomodori).
Per quanto fin qui esposto appare, dunque, evidente come l’assunzione di nichel coi cibi possa essere in grado, così come ampiamente dimostrato, di condizionare l’andamento delle lesioni da contatto (determinandone, ad esempio, improvvise e apparentemente incomprensibili riacutizzazione) e di provocare inoltre reazioni diffuse più particolarmente marcate a livello intestinale dove il nichel, assunto per via alimentare, può nel tempo ingenerare vere e proprie reazioni infiammatorie croniche con conseguenti nausea, “bruciori di stomaco”, meteorismo, dolori addominali, diarrea o stitichezza.
L’assunzione giornaliera di nichel varia da Paese a Paese in relazione alla concentrazione del metallo nel sottosuolo e nell’acqua potabile e con le abitudini alimentari; negli USA è di circa 300-600 microgrammi al giorno, mentre in Europa è di circa 200 microgrammi al giorno.
I meccanismi patogenetici alla base di tali manifestazioni sono ancora sconosciuti: oltre all’intervento di specifiche reazioni immunologiche e pseudo-allergiche, è stato anche ipotizzata l’azione di meccanismi tossici.
Nella diagnosi di ipersensibilità al nichel ci s’avvale dei test epicutanei a tipo “patch” ed, eventualmente, del test di provocazione orale col nichel.
Nei pazienti con manifestazioni cutanee diffuse si ottiene certamente un buon controllo della sintomatologia utilizzando un regime alimentare privo di cibi contenenti nichel.
Ecco un elenco di alcuni alimenti contenenti nichel di cui si conosce la quantità di Nichel contenuta:
• Cacao 10 mg/kg
• Liquirizia 4,4 mg/kg
• Noccioline 2,9 mg/kg
• Lenticchie 1,9 mg/kg
• Nocciole 1,5 mg/kg
• Fagioli 1,4 mg/kg
• Ostriche 0,6 mg/kg
• Farina di Mais 0,40 mg /kg
• Asparagi 0,40 mg/kg
• Lattuga 0,30 mg/kg
• Piselli 0,30 mg/kg
• Margarina 0,20-4,00 mg/kg
• Farina di grano 0,20 mg/kg
• Spinaci 0,20 mg/kg
• Pere 0,10 mg/kg
• Carote 0,10 mg/kg
• Uva 0,10 mg/kg
• Pomodori 0,09 mg/kg
• Carote 0,04 mg/kg
• The 0,03-7,30 mg/kg
• Cavoli 0,03-1,00 mg/kg
• Broccoli 0,03 mg/kg
• Funghi 0,02 mg/kg
• Vino 0,01 mg/kg
TRATTAMENTI:
Nel trattamento dell' allergia Nichel è indispensabili utilizzare per la detersione del proprio corpo - detergenti e cosmetici che non contengono Nichel;
- depurare e disintossicare a cicli l'organismo.
- aggiungere nella propria dieta Farro, Kamut.
All'interno della nostra Erboristeria troverete una vasta scelta di tali prodotti.
DIETA DEPURATIVA/DISINTOSSICANTE
Appena alzata bere un bicchiere d'acqua tiepida!
Colazione:
(una tra le seguenti cose)
- latte di riso o di soia
- frappè con latte di riso
- budino con latte di riso o di soia
- Una fettina di torta fatta con farina di riso/kamut/farro (senza uova,latte,lievito)
- Cialde di riso/kamut/farro + composta di frutta senza zucchero
- tè verde senza zucchero ma con miele
- tè bancha
- frutta cotta
A metà mattinata:
(una tra le seguenti cose)
- biscotti
- brioche
- frutta
- budino con latte di riso o di soia
Pranzo:
(una tra le seguenti cose a giorni alterni)
- pasta di farro bianca
- pasta di riso
- pasta di kamut
- proteine* + verdure**
- frutta +verdure**
A metà pomeriggio:
- frutta
Cena:
(una tra le seguenti cose)
- proteine* + verdure**
* proteine: carne bianca, pesce o carne rossa
(la carne rossa solo una volta a settimana)
** verdure: rucola, valeriana, radicchio, finocchio, porcellana, carciofi
- Bere acqua a basso contenuto di sodio
- Aiutare la depurazione dell'organismo con un depurativo a base di Tarassaco, facilmente reperibile in Erboristeria, da bere diluito in acqua, durante il corso della giornata!!!
— con Peppe Ramingo
digiuno totale
RispondiEliminaMa la soia non è vietata?
RispondiEliminaAnche io sapevo che la soia fosse vietata!
EliminaNon ci capisco piu niente,la soia contiene nichel o no? Io sapevo di si...il farro ne contidne? Troppe tesi diverse,noi allergici giá diamo di matto...ma qui si va al manicomio
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